Grecia, il circolo vizioso dei creditori che ripagano se stessi. Ad Atene soltanto briciole

L’ESM, ovvero il fondo salva-stati, qualche settimana fa ha dato il suo via libera ufficiale all’esborso di 26 miliardi di euro alla Grecia. L’ok del meccanismo europeo arriva in seguito all’approvazione del terzo piano di salvataggio della Grecia da parte dell’Eurogruppo e di alcuni parlamenti nazionali, come quello tedesco. Così a fine agosto l’ESM ha erogato ad Atene i primi 13 miliardi di euro utili – come anticipato dal direttore Klaus Regling – “per rispettare i suoi urgenti obblighi finanziari con il FMI, la BCE e altre necessità di bilancio”. E infatti, i soldi non hanno fatto in tempo ad entrare nelle casse di Atene che già erano volati via verso altri lidi. Insomma niente di nuovo, dai tempi dei primi due salvataggi della Grecia va in scena sempre lo stesso copione: i creditori prestano soldi alla Grecia che servono per ripagare se stessi e le banche. Tenere in piedi il sistema bancario ellenico è indispensabile per la sopravvivenza del Paese, dare ossigeno alle banche significa (almeno in teoria) dare ossigeno all’economia reale, ma fatto sta che in mano al Governo restano soltanto poche briciole di “aiuti”.

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