L’UE vede la ripresa. Ma con crescita dubbia e buco pensioni l’Italia ha poco da festeggiare

È sostanzialmente positivo il quadro europeo tratteggiato nelle previsioni economiche di primavera della Commissione. Ma alle stime, riviste al rialzo rispetto alle precedenti, si potrebbe contrapporre la realtà non così benevola e l’impatto del buco sulle pensioni creato dalla recente sentenza della Consulta.

Nel rapporto appena pubblicato, la Commissione annuncia una timida ripresa dell’Eurozona, spinta però da fattori esterni di breve termine, non certamente grazie a miglioramenti strutturali. Tra i fattori che hanno portato al rialzo delle stime c’è il prezzo relativamente basso del petrolio, il deprezzamento dell’euro e il sostegno delle politiche economiche nell’Ue. Ma in particolare a spingere l’Europa verso la ripresa è il QE della Bce che, oltre a premere l’euro al ribasso, “sta avendo un impatto significativo sui mercati finanziari, contribuendo ad abbassare i tassi di interesse e migliorando le condizioni del credito”. Insomma, se Mario Draghi chiude i rubinetti, le cose si mettono male.

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